a dire il vero
A dirla tutta non ho ancora scritto nulla del giorno del nostro matrimonio. Ancora oggi mi sorprendo che non ci sia un conto alla rovescia, che i giorni in avanti diventino mesi. Tutto ovattato in un ricordo dolcissimo. Guardo ancora gli abiti da sposa che mi piacciono, penso ancora ai dettagli. E penso che è stato bellissimo. Che è stato proprio il nostro matrimonio, compreso il ritardo di mia mamma e il velo schiacciato alla uscita dalla chiesa, la pioggia sottile.
Il nostro matrimonio è iniziato prima, è iniziato nelle scatole caricate in macchina con i bigliettini sopra, le barchette di carte, le bomboniere, i vasi, i confetti e gli m&m's verdi e blu, i libretti della messa, gli abiti, le scarpe, l'intimo, le calze, l'ombrellino bianco (previsto diluvio).
Arriviamo a Ivrea, fiorista, ti caccio dal negozio e decido per il cavolo nel bouquet.
Definiamo i dettagli, le edere, gli ulivi, i nastri.
Poi dal Don, la nostra chiesetta si apre, proviamo a pronunciare le promesse. Mi viene da ridere e piangere insieme. Via, ristorante, lasciamo tableau vasi confetti bomboniere barchette. Il titolare ci dice "è l'ultima volta che vi vedo da non sposati" e penso ussignur e penso chebello e penso domaniquandoarriva?. Passano le ore. Sembra tutto tranquillo. Cena con cugini bimbi e mamma. Poi vai a dormire dal Don. Ma appena uscito si sente un suono di chitarra. Io mi preparo, pigiamino. Mi chiamano. Tu, futuro marito e cugino mi improvvisate una serenata. Tutta per me. Il più grande spettacolo dopo il big ben siamo noi, bella, buonanotte fiorellino. Sorrido. Nemmeno mi commuovo, per ora. Ho la voce giù è un po' di bronchite ma fa nulla. Nanna, nel letto dei bimbi.
Arriva un sms di buonanotte. Sveglia, doccia. Scrivo sms di buon giorno e non ricevo risposta. Ti chiamo. . Io sono già con i capelli asciutti per la piega (riccia). Mentre mi pettinano arriva il bouquet e li davvero comincio a rendermi conto. Mi trucco. Mi infilo l'abito e mi sento perfetta. Normalissima. Il mio abito. Qualche foto, la nonna che viene a salutarmi.
Comincio a emozionarmi, mi manca mio papà ma sorrido. Arrivano le testimoni e poi via. Si parte nel pulmino, cugino bimba testimoni bimbo e io. Metto fretta, non vedo l'ora di arrivare, di arrivare accanto a te. Talmente tanto in fretta che superiamo inconsciamente cugina e mamma, mariti e bimbi delle testimoni.
E così arrivo, scendo dalla macchina. Non piove per un secondo, un soffio di vento mi scombina il velo, non potevamo non invitarlo.

Entro al braccio di Davide cugino, preceduta dai bimbi velocissimi.
Il tappeto verde, le edere che scendono semplici dai banchi, le ortensie blu sull'altare, gli ulivi. Tutto siamo noi. Rallento, voglio riempirmi gli occhi e il cuore di questo momento. Sorrido ai sorrisi intorno. Non sento nemmeno la marcia nuziale. Arrivo all'altare, rischio di incastrarmi con il velo, ti guardo, ti sorrido e chiedo "mia mamma dov'è?".
Poi inizia la cerimonia. Mia mamma e gli altri arrivano in corsa sul canto iniziale. La predica affettuosa, la mia voce giù, io che mi soffio il naso con il passaggio di fazzoletto con le testimoni, lo scambio di fedi (e i nodini erano perfetti), gli occhi lucidi alla lettura di Daniela, dolce sentire.
Il mio fiocco verde, i tuoi gemelli e il tuo ricamo blu con la rosa dei venti.
Poi fuori, il velo pestato, il riso e le bolle di sapone, le foto con i bimbi, gli ombrelli e noi sotto la pioggia.

Al ristorante si apre un po' di sole. Il prato infangato ci accoglie per le foto. Ci divertiamo. Musica non da matrimonio, balliamo. Poi si mangia (noi poco), si scherza, si ricevono storie e regali.
Tagliamo la torta, di già. Il tempo passa in fretta . Ripartono gli amici, i parenti. Ripartono tutti con un libro in mano e un'isola sconosciuta da cercare. Noi ci sediamo.
Poi piano piano recuperiamo vasi confetti (i pochi rimasti), le barchette, il bouquet.
Torniamo a casa, autostrada in parte chiusa, vicino a casa un panino di mc donald's mi placa la fame. Finiamo le valigie. Domani si parte, da sposi.
Adesso sono passati poco più di tre mesi. Guardo le foto e cerco di ricordare i sorrisi, le risate, le parole, gli sguardi. E penso che ti sposerei domani, un'altra volta. E poi ancora tutti i giorni. Ti Amo.
