Cape Reinga
E poi via verso il nord, che qui vorrebbe dire verso le spiagge e il caldo, ma la giornata non si annuncia limpida. E infatti la strada, inizialmente noiosa poi meravigliosamente neozelandese tra prati e pecore anche vista oceano, si bagna di pioggia sotto le nostre ruote. E noi corriamo per passare oltre la perturbazione a vedere il Faro, quello lassù, dove il Mar di Tasmania e l'Oceano Pacifico si incontrano portando l'eco di continenti lontani.
Siamo arrivati li al nord stanchi, affamati dalla curiosità che ci ha portato a sei ore di macchina nel nulla per arrivare li, ma la vista non ci ha delusi.
Siamo arrivati soli, senza altre persone a rovinare il silenzio di quel posto così sacro ai Maori, guardando la tenacia dell'albero che da 500 anni resiste alle intemperie, e il movimento incessante delle onde di colore diverso. E poi il paesaggio del mar di Tasmania, lì onda lunga che frange, gli scogli dal lato oceanico. I cartelli gialli ad indicare le distanze del mondo, i 18000 e passa km verso Londra. Insomma il mondo alla fine dell'isola. Ed è uno spettacolo davvero degno di nota. Poi prendo io il volante, e mi godo la strada tortuosa con sportiva guida a sinistra fino a Taipa. Domani si scende.