Christchurch
Riprendiamo la strada presto verso Christchurch, sappiamo che è una cittadina in stile inglese con un po' di cose da vedere (Dunedin come città è un po' una accozzaglia di case e cubetti di cemento. così come Queenstown non è molto interessante).
La strada verso nord ci fa lasciare l'inverno alle spalle. L'oceano fa capolino alla nostra destra, incrociamo fiumi e un po' traffico, se così si può chiamarlo. Qui gli spazi sono meno vuoti, i paesini sono fitti, la gente per strada pare occupata ma in modo per nulla stressato. i ritmi della nuova zelanda sono ampi come gli spazi, viene un po' di sincera invidia.
Ma poi arriviamo a Christchurch e rimaniamo di sasso. Il terremoto del 2010 2011 non ha lasciato scampo agli edifici del centro, soprattutto quelli inglesi. la cattedrale è nella zona interdetta, la guglia alta delle cartoline non c'è più, alberghi crollati e un disumano silenzio tra le persone che lavorano con giubbetti arancioni e caschetto. rimaniamo senza parole. mi viene nostalgia e un accorato male al cuore a pensare alle ferite della terra italiana. e a tutto quel dolore di cui si sente l'eco nelle mura spezzate.
Dirigiamo verso uno squallidissimo albergo aeroportuale. Decidiamo di andare sulla costa al primo paese di pescatori ma anche li le case di legno sono crollate, tutto è deserto e la vita è andata da qualche altra parte a stare.