Kangaroo island

01.11.2012 00:00

ore 6.20 l'aria di Adelaide è frizzante, noi un po' meno a dire il vero, un po' sballottati e stanchi per le cinque ore di sonno scarse.

L'autobus con guidatore parlante inglese rapido ci carica puntuale. Ci assopiamo, ma ci svegliamo di botto quando nel prato accanto alla statale, lato nostro finestrino, vediamo già i canguri ! beh se cominciamo così la giornata pare promettente.

Traghettiamo in compagnia di una coppia di ragazzi romani e poi attracchiamo a Kangaroo island. Cartello con i nostri nomi, la nostra guida; io "Hi !" e lui "Ciao" io: "ah italiano"; in  realtà Lio è un oriundo, con una storia di miscugli di posti meravigliosa, moglie giapponese e figlio di tre anni, un guerriero trilingue. Saltiamo sul 4 x 4 con una coppia iesina che ci ispira subito simpatia. La giornata parte molto bene, se non fosse per il cielo grigiastro. E prosegue piena di incontri bestiali. Kangaroo, piccole femmine, cuccioli, maschi palestrati. Macropodi e si capisce il perchè del nome scientifico. Poi i pellicani, i trampolieri, cigni neri e aquile, cacatua dal petto rosa, falchetti, serpenti (gulp), echidna (il formichiere marsupiale, adoro le convergenze evolutive). E poi loro, gli orsetti morbidi, i koala che da bambini tutti abbiamo sognato di prendere in braccio. Io mi prendo i peluche del centro visitatori, ma me li sono accarezzati parecchio con lo sguardo. Soprattutto i cuccioli imbranati nello spostarsi sui rami verso l'abbraccio della mamma. Il pranzo è ottimo, sotto una tenda tra gli eucalipti, bicchieri di cristallo e anche un cheesecake.

Finiamo il giro dai leoni marini, un cucciolo chiama a gran voce la mamma che probabilmente è ancora in mare a caccia, molti adulti dormono sonnacchiosi, qualche piccoletto si fa allattare, e un cucciolotto ci viene vicino incuriosito e sfrontato come i bimbi quando vogliono attenzioni. Me lo mangerei di coccole. Finiamo il giro, un fish & chips. E poi giro con guida nel buio a cercare i pinguini blu, piccoletti. Li vediamo alla luce della torcia rossa, quasi impossibile fotografarli, ma per noi ricordo chiaro dei pulcini piumettosi e della loro meravigliosa andatura caracollante. 

Di nuovo sveglia, ancora prima delle otto, e il cielo sembra aprirsi ma ci frega. Ancora nuvole a filtrare il calore del sole, e 15 gradi invece dei 30 previsti. Sopratutto un vento gelido che appena scesi dalla macchina costringe ad un coprirsi con tutti gli strati disponibili (indumenti caldi lasciati nella valigia in deposito ad adelaide, logicamente).

Siamo solo noi due e la guida. Costringo i due uomini ad una sosta al negozio di souvenir per ennesimi peluche da regalare (di cui faccio il test di coccolosità) e magneti stupidi (davide dice che ne abbiamo talmente tanti che dovremo dichiararli al check in per non far deviare l'aereo dalla rotta!) .

Iniziamo con un giro panoramico del nord dell'isola, in direzione ovest. Sosta caffè (moka bialetti e fornelletto) e torta al cocco, in una spiaggia meravigliosa tutta per noi. filtra un po' di sole, via le scarpe, arrotolati i pantaloni e a piedi nudi sulla battigia; torniamo bambini e corriamo come matti, che goduria. 

Poi di nuovo in viaggio, avvistiamo ancora avifauna varia, due aquile giganti, e una echidna che ci attraversa la strada. Tra i cadaveri degli investimenti notturni e quel che ci capita sotto il naso oggi, capiamo il senso dei famosi cartelli gialli di pericolo attraversamento. Noi in un giorno rischiamo di investire un serpente, una echidna, un varano, una pavoncella, due cornacchie, un wallaby, tre canguri ! poi il resto degli avvistamenti li facciamo fuori dalla strada carrabile. 

Sosta al faro, vento gelido e violento. Poi Admirals Arch, un arco calcareo su fondo di arenaria, e radici fossili di alberi a tenerlo compatto e otarie orsine ad asciugarsi pigre. E ancora le granitiche remarkable rocks, giochiamo a decifrarne le forme come si fa con le nuvole in cielo. Ma vince il freddo, si torna in macchina.

Ancora un pranzo degno di nota, gamberi all'aglio, insalata e pudding con crema e caramello. 

Rallentati dalla digestione e graziati dal 4x4, ancora qualche km e torniamo dai koala, con i loro piccoletti accocolati nel sonnellino. Noi ci concediamo un buon the caldo sotto gli eucalipti. E poi è ora di tornare. Con malinconia. Al molo ci aspetta il traghetto, poi due ore di bus e tanto sonno. Adelaide now, domani ultima tappa a Sidney.