Taupo
Colazione al corner di Cuba st e poi partenza per il centro. Io dormo un po' intontita e Davide si annoia alla guida per i primi 100 km sopra Wellington, brutta periferia di casotti e industrie.
Per fortuna il paesaggio torna ampio e verdeggiante, in tempo per mangiare qualcosa all'ombra di colline piatte (così si chiama il punto di ristoro) e di godere dalla solita ampiezza di visuale che sicuramente ci mancherà parecchio al rientro in Italia.
Ancora c'è modo di sorprendersi perchè lasciato il mare di Tasmania alla nostra sinistra, su dopo il fiume, oltre le colline si apre il deserto di arbusti e sterpaglie. Prima appaiono le cime innevate dei Monti Tongariro Ruapehu e Ngauruhoe, tutti sopra i 2000 metri, vulcani che danno spazio al deserto dopo la classica curva, km e km di secco, grigio e marrone e li, dietro, il cielo blu e la neve.
Il contrasto è meraviglioso e unico. Poi ricomincia a verdeggiare, conifere e prati scendendo ripidi verso il lago Taupo.
Ci allunghiamo verso nord a vedere le cascate, così le chiamano, pochi metri di dislivello e acqua più impetuosa che prende tutta la gamma dei turchesi e blu. Niente a che vedere con le cascate trentine e le marmore, ma sufficienti a goderci la vista ascoltando il cinguettio inusuale di un buffo pennuto.
Poi è ozio, un po' ci vuole. Ancora vasca idromassaggio, il sole calante che entra dalla finestra, norah jones in sottofondo dal compiuterino.
E poi ristorantino stile inglese con ottimo agnello per Davide (che voglia!) e ottimo pesce bianco per me. Tris cioccolatoso per dessert, e omeoprazolo a parare il colpo.
E' ora di nanna. Domani si gironzola tra lago e grotte.