Waitomo glowworm & other caves

25.10.2012 00:25

Partiamo con me alla guida in una mattina un po' grigia e sonnacchiosa. Il navigatore decide di farci passare in stradine tortuose tra i prati, su e giù tra collinette, fino a che i nostri colori ci danno il buongiorno. Verde e blu costellati di pezzature bovine. 

Due ore dopo siamo alla biglietteria di Waitomo, non solo delle glowworm caves ma di ben tre gruppi di grotte. Quelle con i glowworm, quelle delle concrezioni calcaree, quelle con un po' di tutto. E Davide conia il giàchesemqui e allora tutte e tre i biglietti, mega combo di 4 ore undergrownd.

Il fotografo ufficiale ci scatta la foto  che sarà poi montata su diversi sfondi grotte-schi, e noi come turisti basico giapponesi caschiamo nella trappola del foto ricordo. 

Entriamo nella grotta dove ci attende una gita in barca nel buio interrotto da una via lattea di insettini fluorescenti. Mi sovvengono i miei batterini e Davide fa già paragoni con i led. Deformazioni professionali.

Usciamo nel verde e poi ancora le Aranui caves, più asciutte, più illuminate, piene zeppe di stalattiti e stalagmiti, 100 anni per un centimetro di meraviglia. e noi meravigliamo centinaia di volte nel godere di questo spettacolo.

Poi la meraviglia cresce ancora, le Ruakuri sono ricche di tutto, lunghezza, illuminazione perfetta, percorso che si snoda tra vermetti, filamenti e concrezioni di pizzo, sculture di millenni di storia di depositi calcarei, goccioline d'acqua che lavorano ininterrottamente, tanto precarie quanto preziose.

Riprendiamo la strada verso un altro lago. Non siamo mai lontani dall'acqua, nostro elemento prigenio d'elezione.

Rotorua ci aspetta per cena, odore di zolfo e energia geotermica, domani geyser.