L’amore non è già fatto. Si fa.
Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento "chiavi in mano", ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.
Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle, scalate appassionanti, cadute dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia.
Non è solido ancoraggio nel porto della felicità ma è un levar l’ancora, è un viaggio, in pieno mare, sotto la brezza o la tempesta.
Non è un SI trionfale, enorme punto fermo che si segna tra le musiche, i sorrisi e gli applausi, ma è moltitudine di "sì" che punteggiano la vita, tra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo.
Non è apparizione improvvisa di una nuova vita, perfetta fin dalla nascita, ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri.
Qualche volta in secca, altre volte traboccante, ma sempre in cammino verso il mare infinito.
Così essere fedeli, vedi, non è:
non smarrirsi, non combattere, non cadere.
E’ rialzarsi sempre e sempre camminare.
E’ voler perseguire fino alla fine il progetto preparato insieme e liberamente deciso.
E’ dar fiducia all’altro, al di là delle ombre e della notte.
E’ sostenersi a vicenda, al di là delle cadute e delle ferite.
E’ aver fede nell’AMORE onnipotente, al di là dell’amore.
(M. Quoist, Parlami d’amore)